Indigo workshop

In questi giorni ho partecipato ad un workshop sulla tecnologia Indigo presso la sede Microsoft di Monaco, riservato alle aziende che fanno parte di un programma di adozione anticipata di questa tecnologia.

Difficile dire in poche parole cosa Indigo è (come direbbe Yoda): è un programming model che riunisce ed amplia le tecnologie di comunicazione tra processi esistenti in ambiente Windows. Coordina e sfrutta al meglio quanto oggi è esistente con grande attenzione alla interoperabilità con ambienti diversi.

Detto così non sembrerebbe una grande cosa, invece si tratta dell’iniziativa più innovativa e di maggiore valore assoluto portata avanti da Microsoft negli ultimi anni.

Oggi esistono DCOM, COM+, MSMQ, .Net Remoting, ASMX, WSE, etc…. In base allo scenario che si affronta le scelte tecnologiche e di conseguenza l’object model da usare cambia. Ci siamo abituati ma è pur sempre una limitazione.
Indigo propone un object model unificato, molto ricco ma estremamente semplice, che distingue tra i compiti dello sviluppatore e le possibilità dell’amministratore, che permette di affrontare ogni scenario e ne abilita di nuovi.

Indigo può comunicare tramite code, può inviare comunicazioni fire and forget, può stabilire comunicazioni bidirezionali tra client e server anche tramite http: apre due canali distinti e riceve le comunicazioni server to client in modo trasparente…semplice ed efficace. Può usare diversi protocolli di comunicazione. Può fare molto altro…

Questo post su MSDN spiega sicuramente meglio cosa è Indigo. Indigo è uno dei pilastri di Longhorn ed il suo futuro è legato a quello di Indigo. Indigo, come Avalon, sarà disponibile anche per XP e 2003.

Nel prossimo futuro immagino ci saranno molte più applicazioni “rich-client” di quante ce ne siano in giro oggi.

Il framework .Net, dalla prima versione alla prossima 2.0, facilita enormemente la produzione di “rich-client”, rendendone agevole anche la distribuzione (con ClickOnce per esempio). Molte applicazioni che oggi vengono realizzate in ASP.Net facendo salti mortali per aumentarne l’usabilità (senza grandi speranze) potrebbero essere realizzate in Windows forms. Ma questo non basta per invertire la tendenza, per spostare l’attenzione dal browser al desktop.

Longhorn non esisterebbe se la volontà non fosse quella di realizzare, almeno per Windows, un mondo di applicazioni ricche non basate su browser o sistemi che interoperano tra di loro, anche attraverso Internet, in modo sicuro ed affidabile, grazie ad Indigo.

Questo scenario mi piace e trovo uno spirito genuinamente innovativo in tecnologie come Indigo, ciò che spero è che (Microsoft) non si faccia troppo male per raggiungere questo obiettivo.

Solo il tempo dirà inoltre se con Indigo Microsoft manterrà la volontà di garantire l’interoperabilità verso gli standard (come WS-*) e le altre piattaforme o cercherà di fuggire in avanti offrendo nuove ed attraenti funzionalità a cui lo sviluppatore non saprà dire di no.

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